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Una comunicazione efficace con se stessi e gli altri è la base dell'autorealizzazione
Ciò che rende veloce e potente la nostra tecnica comunicativa è il fatto che si basa sulla conoscenza dei dinamismi emotivi. Il gesto, la simbologia Asta Cerchio Triangolo, il comportamento conseguente, il ruolo assunto dall'operatore (esperto di tecniche di comunicazione non verbale) nel dialogo, nonché il modo di porgere la parola stessa, costituiscono i fattori determinanti della comunicazione persuasiva.
L'impatto è subliminale. Fa leva sulle reali esigenze dell'interlocutore senza che questi anteponga barriere difensive e stimola tali bisogni al fine di ottenere il consenso in modo naturale per entrambi gli interlocutori.
C'è chi crede che basti saper chiarire gli obiettivi ai collaboratori per risolvere ogni problema all'interno del team aziendale; che basti indirizzare un messaggio ben motivato al cliente per far acquistare un prodotto o un servizio; e che sia sufficiente un onesto fair-play con i concorrenti o i dipendenti per risolvere vertenze e conflitti.
Diversi studi, condotti a partire dagli anni '70, attestano che nei fattori emozionali, ossia non in quelli logico razionali, risieda oltre il 75% del potere di motivazione.
Ciò significa che l'essere umano è condizionato dai suoi percorsi emozionali, per lo più inconsci, anche e soprattutto, quando ritiene di aver preso una decisione apparentemente razionale.
Il vanto della ricerca dello psicologo Stefano Benemeglio, fondatore dell' Istituto di Psicologia Analogica, consiste nell'aver scoperto come utilizzare e indirizzare questi dinamismi. Alcuni fattori quali competitività, risentimenti, paura del giudizio, sensi di colpa, potenziale disistima in se stessi, influenzano in modo "sotterraneo", i nostri comportamenti decisionali.
La conoscenza di questo immenso patrimonio, che definiamo analogico, consente di aumentare enormemente le probabilità di successo con gli altri (concorrenti e non) e con noi stessi.
L'abilità nel comunicare è la costante nell'insieme di variabili che possono determinare il successo personale nei rapporti con gli altri.
La Psicologia Analogica insegna che in una comunicazione efficace, accanto ai fattori logici, deve trovare spazio la conoscenza dell'insieme degli aspetti emotivi che possono portare difficoltà e disarmonia se non conosciuti o favorire i rapporti interpersonali. se correttamente sollecitati.
La capacità di essere sempre presenti a se stessi, di controllare le proprie emozioni, di gestire il proprio comportamento uniformandolo alle situazioni in cui ci si trova ed adattarsi alle esigenze emotive degli altri non è sempre facile.
Siamo normalmente portati a far prevalere i nostri stati d'animo, a scapito di una buona interazione con gli utenti.
Spesso l'alto investimento delle proprie energie in ambito lavorativo impedisce alle emozioni di fluire liberamente. A lungo andare questa implosione può portare a somatizzazioni (dall'emicrania, ai disturbi del sonno, a problemi nell'apparato gastro-enterico ecc.) e a vivere disagi nelle altre sfere della nostra vita (famiglia, sesso, affetto).
Risolvere questo accumulo di tensioni non può essere fatto con un semplice metodo di rilassamento poiché esso non va al cuore del problema.
E' determinante invece comprendere il nucleo emotivo delle tensioni negative e l'esigenza inconscia che porta stati di malessere dannosi per l'individuo e per l'azienda.
Soltanto su questa base ogni motivazione potrà risultare efficace.
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Cosa sia questa tecnica e, prima ancora, questo fenomeno è per i più un mistero. Di certo, la spettacolarizzazione e la banalizzazione che ne fanno sedicenti maghi sui palcoscenici di TV o baracconi non ne aiuta la comprensione. Anzi, non fa altro che esaltare dicerie, pregiudizi e leggende che gravitano attorno all'ipnosi.
Prima di spiegare di cosa si tratta, vediamo di sfatare almeno alcune di queste false credenze: per ipnotizzare chicchessia, innanzitutto, non è necessario possedere doti particolari o fluidi magnetici. L'ipnosi, poi, non è sonno; non significa perdere la coscienza né il controllo di sé. Durante l'ipnosi non si parla (o lo si fa dopo un lungo e laborioso allenamento), non si rivelano segreti, né si lasciano varchi da cui possano risalire traumi del passato o sensazioni da incubo.
L'ipnosi è essenzialmente un modo particolare di comunicare: non attraverso la parola monotona o ripetitiva che sia, né per mezzo dello sguardo o facendo fissare un pendolino che oscilla.
L'ipnosi è l'uso consapevole o involontario di una comunicazione che ci mette a diretto contatto con la fonte di tutti nostri problemi psicologici: la sfera inconscia.
La ricerca sulla comunicazione ha dimostrato come toccamenti, gesti, suoni, rumori, variazioni della distanza interpersonale siano messaggi strutturati secondo un codice definito "analogico"; lo stesso insieme di principi che Freud ha identificato nella produzione di sogni, atti mancati, lapsus, ecc..
Quale veicolo migliore allora che usare proprio questi segnali non verbali per connetterci con l'inconscio? E' questa la conclusione a cui è arrivato uno dei maggiori esperti italiani della materia Stefano Benemeglio che ha creato e divulgato il metodo dell' Ipnosi Dinamica®.
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